Lunedi, 25 settembre 2017 ore 13:26
Italian English French German Portuguese Spanish

Log-In

La questione sahrawi si riduce alla mancata decolonizzazione del Sahara Spagnolo. Madrid ha impedito la decolonizzazione della sua colonia, retrocedendola al Marocco. Rabat ha impedito con ogni mezzo l’autodeterminazione del popolo sahrawi. L’Onu e la comunità internazionale, con in testa la Francia, non hanno fatto, e continuano a non fare, tutto ciò che è possibile per l’autodeterminazione.

 

Da questo fatto discendono le tutte le altre violazioni della legalità internazionale: mancato rispetto dei diritti fondamentali nei Territori Occupati, sfruttamento delle risorse naturali del Sahara occupato, impossibilità del ritorno dei profughi in patria in condizioni di sicurezza.

 

Infine una questione nella questione. Non esistono dubbi sul piano giuridico: il popolo sahrawi ha il diritto all’autodeterminazione. Basta avere ragione? No, il problema non è più giuridico ma politico. Bisogna fare in modo che gli altri, governi, istituzioni internazionali, riconoscano e facciano applicare il diritto all’autodeterminazione.

 

Questo il senso originario della nascita dell’ANSPS.

 

Senza questo obiettivo, la mera ripetizione delle ragioni dei sahrawi, magari in un circolo chiuso ed esclusivo, significa condannare i sahrawi a vedere perpetuarsi la loro condizione.

primi sui motori con e-max

universitàlogo

iniziative

  

logo3facebook