Domenica, 19 novembre 2017 ore 16:57
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Dalla metà degli anni ’80 i gruppi di solidarietà hanno accolto gruppi di bambini sahrawi provenienti dai campi profughi sahrawi in Algeria. L’esigenza primaria è stata quella di permettere loro di sottrarsi alle difficili condizioni dell’estate nel deserto, di vedere per la prima volta il mare, a loro precluso dall’occupazione marocchina della patria e dal lungo muro che la divide in due, di conoscere coetanei e culture di altri paesi per aprirsi al mondo.

 

Il primo comune ad ospitare i bambini è stato quello di Sesto Fiorentino. Nel corso degli anni l’accoglienza ha coinvolto nuovi territori e nuovi gruppi, facendo crescere il numero dei bambini che passano l’estate in Italia. Alcuni di questi, per ragioni sanitarie, di istruzione ed affettive, sono rimasti a lungo in Italia; taluni vi risiedono stabilmente e hanno preso la cittadinanza italiana.

 

Nei campi profughi il partner sahrawi è stato dapprima l’UJSARIO, l’organizzazione della gioventù sahrawi, poi il Segretariato di Stato per la gioventù e lo sport, diventato in seguito Ministero. In Italia il partner sahrawi è da sempre la Rappresentanza del Fronte Polisario.

 

A partire dalla fine degli anni ’90, entra in funzione il Comitato Minori Stranieri (CMS), nato per tutelare i minori, per contrastare il fenomeno della tratta e dello sfruttamento, per regolamentare la loro entrata e il soggiorno in Italia. Su indicazione del CMS l’accoglienza viene unificata e l’ANSPS assume il coordinamento dell’accoglienza in Italia.

 

Le procedure amministrative per le vacanze vengono uniformate, il periodo prescelto è quello di luglio-agosto, i bambini vengono suddivisi in gruppi da 10 assistiti da un accompagnatore sahrawi. Nei territori si sperimentano le più diverse forme di accoglienza con il coinvolgimento di volontari, famiglie, istituzioni locali, centri culturali e sportivi, le ASL per i controlli medici.

 

Negli ultimi anni si inaugurano progetti speciali, per i bambini affetti da celiachia, per i diversamente abili, e per quelli inseriti in un programma sportivo.

 

Per facilitare le modalità di accoglienza e di relazione con bambini e accompagnatori sahrawi, l’ANSPS pubblica un Manuale dell’Accoglienza, aggiornato progressivamente.

 

Al termine delle vacanze i gruppi di accoglienza si ritrovano in un Seminario Nazionale per valutare l’esperienza appena conclusa e per preparare la vacanza successiva. In questo modo sono nate norme condivise, raccolte a partire dal 2009 nelle Linee Guida dell’Accoglienza.

 

Dal 2010 la gestione e il coordinamento è affidata ad una Equipe Nazionale.

 

Alcuni gruppi hanno sperimentato l’accoglienza occasionale di bambini provenienti dai Territori Occupati.

 

Nell’estate 2012 è stato realizzato per la prima volta il Sahrawi Day, giornata comune a tutti i gruppi per dare visibilità nazionale, e non più esclusivamente locale, alla presenza dei bambini. Un socio ANSPS, la Lega per i diritti dei popoli ha istituito un Premio per la migliore opera multimediale sull’estate 2012.

 

 

L’accoglienza dei bambini sahrawi è realizzata anche in altri paesi europei, in primo luogo, per numero, la Spagna. Un contributo essenziale è dato dall’Algeria li ospita nelle sue colonie estive sul mare o comunque lontane dal deserto.

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