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l Marocco inizia l’invasione del Sahara Occidentale il 31 ottobre 1975, ma fin da gennaio dispiega una strategia della tensione con infiltrazioni di truppe. Tuttavia le mire marocchine sono precedenti.

 

Dagli anni ’50 del secolo scorso, il Marocco rivendica un diritto “storico” su una grande area sahariana che comprende la Mauritania, il Sahara Occidentale, (S.O.) parte delle regioni occidentali dell’Algeria e del Mali. E’ il cosiddetto “Grande Marocco”, per la cui realizzazione la monarchia marocchina si scontra con tutti i paesi vicini. Nel 1960 si rifiuta di riconoscere l’indipendenza della Mauritania, nel 1963 si impegna in un breve conflitto armato con l’Algeria.

 

Nel 1973 i nazionalisti sahrawi si organizzano in un movimento di liberazione nazionale: il Fronte Polisario.

 

Il Marocco fa pressione sulla Spagna perché ceda la sua colonia e cerca sostegno nella comunità internazionale, rivolgendosi anche alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia. Nell’ottobre 1975 quest’ultima respinge sostanzialmente le pretese di Rabat, e il re Hassan II decide allora la “Marcia verde”, un’invasione cvile del territorio che nasconde quella militare, già iniziata, e le manovra diplomatiche. Il 14 novembre 1975 viene firmato a Madrid l’accordo tra la Spagna, il Marocco e la Mauritania che affida a questi due ultimi paesi il S. O. dopo il ritiro spagnolo previsto per 26 febbraio. I due governi si spartiscono la colonia spagnola,.

 

Il Polisario concentra gli attacchi contro l’anello debole dell’alleanza, la Mauritania, che è costretta a ritirarsi dal conflitto e a firmare la pace (1979). Il Marocco occupa allora anche la parte abbandonata dalla Mauritania.

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