Domenica, 20 agosto 2017 ore 02:07
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La prima ondata di colonizzazione europea iniziata nel XV secolo tocca solo marginalmente la costa atlantica del Sahara. Alla fine del XV secolo la Spagna si assicura il controllo delle isole Canarie e la parte di costa africana che le fronteggia, senza spingersi all’interno. Solo nel corso dell’Ottocento la Spagna inizia una prima esplorazione del territorio.

 

Il Congresso di Berlino (1884-85), che decide le aree di influenza delle potenze europee in Africa, affida alla Spagna la parte occidentale del Sahara, mentre il resto dell’Africa occidentale è affidato alla Francia. Spagna e Francia devono poi delimitare la loro zona di occupazione attraverso trattati successivi sulle frontiere a partire dal 1900.

 

L’occupazione definitiva da parte della Spagna di tutta la zona così delimitata si realizza solo nel 1934. All’inizio del secolo XX infatti i sahrawi oppongono una strenua resistenza alla penetrazione sia spagnola che francese. La figura più importante della resistenza in questo periodo è lo cheikh Ma al Ainin, sconfitto solo nel 1910, anno della sua morte. La resistenza viene ripresa per un breve periodo dal figlio. Dal 1924 al 1932 i sahrawi conducono una serie di azioni di guerriglia impiegando la tecnica tradizionale delle razzie. Gli attacchi sono realizzati di sorpresa e con grande mobilità grazie alla leggerezza dell’equipaggiamento, all’impiego dei dromedari, e alla perfetta conoscenza del terreno.

 

La colonizzazione spagnola per alcuni decenni si limita ad amministrare il territorio, a sfruttarne solo le ricchezze ittiche, con scarsi investimenti. La svolta si ha dopo il 1950 con la scoperta del giacimento di fosfati a Bu Craa, uno dei più importanti al mondo. I fosfati giocano un ruolo strategico come fertilizzanti nell’agricoltura e l’interesse, non solo spagnolo, attorno al Sahara Occidentale si risveglia. Gli spagnoli potenziano la propria presenza e lo sfruttamento del territorio, e si dotano di una nuova amministrazione che in parte cerca di coinvolgere la popolazione locale. E' l'inizio di una lenta trasformazione economica e sociale che mette progressivamente in crisi la società tradizionale, a cominciare dal nomadismo.

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